IL PANNELLO SOLARE TERMICO

By |2020-12-15T12:08:13+01:00Giugno 7th, 2019|risparmio energetico|

Vogliamo parlarvi del pannello solare termico.

Il pannello solare termico è un dispositivo tecnologicamente avanzato che si utilizza per convertire le radiazioni solari in energia termica e per trasferire quest’ultima verso un accumulatore termico, in modo tale da poterne garantire un utilizzo successivo.

A differenza dei pannelli solari fotovoltaici, utilizzati per la produzione di corrente elettrica, i pannelli solari termici sono utilizzati per la produzione di acqua calda, per il riscaldamento degli ambienti e per il raffrescamento solare attraverso l’innovativa tecnologia del solar cooling, che consente di produrre freddo a partire dal calore prodotto dai pannelli solari.

L’impianto solare termico trova applicazione in diversi settori:

  • Nel residenziale, dove attualmente è sfruttato soprattutto per le abitazioni singole, grazie ai costi contenuti e alla semplicità dell’impiantistica;
  • Nell’industriale e agricolo, dove trova ampio utilizzo in cantine vinicole, caseifici, aziende agricole e altre tipologie di attività produttive;
  • Nel terziario, in particolare nelle piscine o negli alberghi, dove viene sfruttato sia il potenziale di riscaldamento che quello di raffreddamento.

DA COSA È FORMATO UN IMPIANTO SOLARE TERMICO

Un impianto solare termico generalmente si caratterizza per la presenza di uno o più pannelli, che captano l’energia solare, e da uno scambiatore all’interno del quale circola il fluido che viene utilizzato per trasferire tale energia ad un serbatoio, il cui scopo è garantire l’immagazzinamento dell’energia raccolta per un uso successivo.

Il sistema si caratterizza per due tipi di circolazione, ovvero naturale o forzata.

La circolazione naturale è la soluzione più facile ed economica. Essa solitamente viene utilizzata per impianti di piccole dimensioni, dai 2 ai 4 m2, ed è utilizzabile sia con pannelli piani vetrati sia con pannelli sottovuoto. I sistemi a circolazione naturale possono essere installati su tetti, terrazze e giardini e richiedono poca manutenzione.

La circolazione forzata è invece la soluzione più costosa e complessa. Essa è consigliata per i climi freddi dove gli impianti, di dimensioni medio-grandi, oltre i 6m2, vengono utilizzati tutto l’anno per produrre riscaldamento domestico. Come per la circolazione naturale, anche quella forzata può essere utilizzata sia con pannelli piani vetrati, sia con pannelli sottovuoto.

LE TIPOLOGIE DI PANNELLI SOLARI TERMICI

Esistono sul mercato differenti tipologie di pannelli solari termici, ognuno dei quali si adatta meglio rispetto a quelle che sono le esigenze di chi installa un impianto o alle finalità perseguite tramite l’impianto stesso.

Esistono i pannelli:

  •         a piani vetrati;
  •         sottovuoto;
  •         non vetrati.

Per quanto riguarda i pannelli piani vetrati, sono i classici e più diffusi pannelli solari utilizzati per la produzione di acqua calda a uso sanitario.

Questa tipologia di pannelli si caratterizza per un alto grado di affidabilità, un buon rendimento, un’elevata versatilità e costi accessibili.

I pannelli piani vetrati sono in grado di raggiungere temperature di 90-95°C e non presentano particolari difficoltà né in fase di installazione né in quella di manutenzione.

Il cuore del pannello è formato dall’assorbitore di calore: si tratta di una lamiera verniciata di nero, con tubi di rame integrati, che ha la funzione di assorbire le radiazioni solari. L’assorbitore cede il proprio calore al fluido termovettore (acqua oppure soluzione di acqua e antigelo) che scorre nei tubi di rame.

La copertura in vetro è studiata per consentire il passaggio delle radiazioni solari, limitando al contempo le dispersioni di calore dall’assorbitore verso l’ambiente esterno. Il fondo e i lati del collettore sono dotati di materiale isolante, per impedire ulteriori dispersioni termiche. Tutti questi componenti sono tenuti insieme da un telaio in lega leggera.

Pannelli vetrati

In base alle prestazioni, i pannelli piani vetrati possono essere suddivisi in:Pannelli vetrati selettivil’assorbitore è trattato con dei prodotti selettivi, che riducono del 10-15% le dispersioni di calore rispetto a quelli non selettivi. Il prezzo è più elevato, ma hanno il vantaggio di poter lavorare meglio nei periodi più freddi e meno assolati. Per questo motivo possono essere utilizzati anche in integrazione con il sistema di riscaldamento;

Pannelli vetrati non selettivi

L’assorbitore è semplicemente verniciato di nero. Sono indicati per le abitazioni estive o per le zone del centro-sud che godono di abbondante insolazione.

Pannelli sottovuoto

Differentemente dai primi, questi si caratterizzano per un’elevata efficienza. Ma anche per la capacità di garantire ottime prestazioni anche in condizioni di temperature sotto lo zero o di scarsa presenza di sole. Per questo sono consigliati nelle zone montane o comunque con climi freddi.

Questa tipologia di pannelli è in grado di raggiungere temperature superiori ai 100°C. Hanno un’efficienza media superiore del 15-20% rispetto a quelli piani vetrati e conseguentemente con un prezzo altrettanto superiore.

I pannelli sottovuoto sono composti da serie parallele di particolari tubi di vetro. Ogni tubo vetrato contiene al proprio interno un altro tubo concentrico. Questo è trattato con vernice selettiva di colore scuro, che attira e cattura le radiazioni solari grazie all’assorbitore.

Tra i due tubi viene realizzato il vuoto: questo funziona da isolante termico. Il vuoto consente di limitare la dispersione di calore verso l’esterno, con un “effetto thermos”.

Questa tipologia di pannelli presenta diverse modalità di trasporto del calore. Tra queste la più interessante è quella cosiddetta “heat pipe”.

Questa tipologia ha il vantaggio di funzionare a bassissime temperature e in condizioni di tempo nuvoloso.

Pannelli piani non vetrati

I pannelli piani non vetrati, conosciuti anche come “pannelli scoperti” o “pannelli plastici”, sono la terza tipologia di pannelli e sono i più semplici ed economici. Rispetto ai precedenti, questi pannelli presentano un rendimento decisamente inferiore, ad uso esclusivamente estivo, infatti per funzionare richiedono temperature esterne superiori ai 20°C.

Privi di componenti metallici, sono al riparo da corrosione. Si caratterizzano inoltre per la facilità di installazione e per la scarsa necessità di manutenzione.

I pannelli non vetrati sono composti semplicemente da una serie di tubi plastici di colore scuro, senza isolamento o superfici vetrate. All’interno dei tubi scorre e viene riscaldato il fluido termovettore.

Questi pannelli sono prodotti e installati sotto forma di stuoie o fasci, anche di notevole lunghezza. Questi sono facilmente installabili e riavvolgibili al termine della stagione di utilizzo.

BENEFICI DEGLI IMPIANTI SOLARI TERMICI

Utilizzare un impianto solare termico per il riscaldamento dell’acqua o degli ambienti, andando a sostituire caldaie o scaldabagno elettrici, ha l’importante conseguenza di andare a ridurre il consumo di energia elettrica e di idrocarburi necessari per produrla. Tutto ciò comporta diversi benefici, come:

  • Una riduzione delle emissioni di anidride carbonica (CO2));
  • La produzione di calore sfruttando una fonte di energia rinnovabile, inesauribile e non inquinante quale il Sole;
  • Una riduzione delle infrastrutture necessarie per il trasporto dell’energia su grandi distanze;
  • Una riduzione dei costi in bolletta;
  • L’indipendenza dalle società di fornitura di servizi di gas;
  • Riduzione dell’impatto ambientale e del conseguente riscaldamento climatico;
  • Costi accessibili;
  • Alto rendimento termico.

Inoltre, l’investimento nell’energia solare termica viene solitamente ammortizzato nel giro di 5-10 anni, con una durata media dell’impianto di 15-20 anni che consente di avere risparmi in bolletta e ripagare l’investimento.

Infine, esistono in Italia diverse agevolazioni fiscali il cui scopo è quello di incentivare il passaggio a fonti di calore rinnovabili.

Ecobonus

Per il solare termico, la principale forma di incentivo è rappresentata dagli Ecobonus 2019.

La detrazione per il risparmio energetico consente di beneficiare di uno sconto Irpef pari al 50% o al 65% della spesa sostenuta, in relazione alla tipologia di lavoro effettuato, percentuale che sale fino al 75% nel caso di lavori in condominio.

Nello specifico, la detrazione riguarda interventi e spese sostenuti per:

  • il miglioramento termico dell’edificio (coibentazioni, pavimenti, finestre e infissi);
  • installazione di pannelli solari;
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale;
  • interventi di domotica per il controllo a distanza di impianti di riscaldamento.

La detrazione del 50% si applica ad interventi relativi a:

  • Sostituzione di finestre comprensive di infissi;
  • Schermature solari;
  • Caldaie a biomassa;
  • Caldaie a condensazione.

La detrazione del 65% si applica ad interventi relativi a:

  • Coibentazione dell’involucro opaco;
  • Pompe di calore;
  • Sistemi di building automation;
  • Collettori solari per produzione di acqua calda;
  • Scaldacqua a pompa di calore;
  • Generatori ibridi, composti da una pompa di calore integrata ad una caldaia a compensazione.

La detrazione del 70% e 75% si applica ad interventi di tipo condominiale con un limite di spesa di 40.000€ moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio.

L’Ecobonus è rivolto a tutti i contribuenti, anche ai titolari di reddito di impresa, che siano proprietari dell’immobile nel quale vengono realizzati gli interventi di riqualificazione energetica.

Conto Termico

Una seconda forma di incentivo è il Conto Termico.

Il Conto Termico è un incentivo gestito dal GSE, ovvero dal Gestore dei Servizi Energetici, il cui scopo è quello di incoraggiare il miglioramento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica rinnovabile attraverso la costruzione e l’utilizzo di impianti di piccole dimensioni.

I beneficiari

Beneficiari di questa forma di incentivo sono da un lato, la Pubblica Amministrazione, che comprende anche le società in house e le cooperative di abitanti e dall’altro, i soggetti privati, come imprese e persone fisiche, i quali potranno richiedere l’incentivo personalmente o tramite le Compagnie di Servizi Energetici (ESCO).

Con il Conto Termico, lo Stato Italiano mette a disposizione un ammontare pari a 900 milioni di euro all’anno. Questi sono da utilizzare per interventi di efficientamento energetico e passaggio ad energia termica ottenuta da fonti rinnovabili. Di cui 200 milioni sono destinati alla Pubblica Amministrazione.

Il limite massimo

Il limite massimo per l’erogazione degli incentivi in un’unica rata è di 5000€ e i tempi di pagamento sono di circa 2 mesi.

L’incentivo erogato prevede un rimborso della spesa sostenuta per la realizzazione delle attività di efficientamento e produzione di energia rinnovabile.

E’ ammissibile per un valore che però non ecceda il 65% delle spese sostenute.

Contratti

Per accedere all’incentivo, le Pubbliche Amministrazioni dovranno sottoscrivere un contratto. Si tratta di un contratto di prestazione energetica. Mentre i soggetti privati dovranno sottoscrivere un contratto di servizio energetico.  

Accesso al conto termico

L’accesso al Conto Termico può avvenire tramite:

  • Accesso diretto, presentando la domanda entro 60 giorni dalla fine dei lavori;
  • Prenotazione, prenotando l’incentivo prima ancora di iniziare i lavori. Tale possibilità è riservata unicamente alla Pubblica Amministrazione e alle ESCO che operano per conto proprio.

Per i privati, l’accesso al Conto Termico è incompatibile con la richiesta di altre forme di incentivo statale. Tra queste le detrazioni IRPEF, i cosiddetti Ecobonus, o con altre forme di agevolazioni statali.

Il Conto Termico

Il conto termico copre diversi interventi.

Incremento dell’efficienza energetica

Solo ad opera della Pubblica Amministrazione, realizzati su edifici esistenti o unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, dotati di impianto di climatizzazione, che riguardano:

  1. isolamento termico di superfici opache delimitanti il volume climatizzato;
  2. sostituzione di chiusure trasparenti comprensive di infissi delimitanti il volume climatizzato;
  3. sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti, con impianti di climatizzazione invernale utilizzanti generatori di calore a condensazione;
  4. installazione di sistemi di schermatura e/o ombreggiamento di chiusure trasparenti.

Piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabili

Ad opera di pubblici e privati, in edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari esistenti. Ovvero di qualsiasi categoria catastale, dotati di impianto di climatizzazione.

Eccoli di seguito.

Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale

Parliamo di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale. Anche combinati per la produzione di acqua calda sanitaria, dotati di pompe di calore, elettriche o a gas, utilizzanti energia aerotermica, geotermica o idrotermica.

Serre e fabbricati rurali

Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti o di riscaldamento delle serre e dei fabbricati rurali esistenti, con impianti di climatizzazione invernale dotati di generatore di calore alimentato da biomassa.

Per la produzione di acqua calda

installazione di impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e/o ad integrazione dell’impianto di climatizzazione invernale, anche abbinati a sistemi di solar cooling, per la produzione di energia termica per processi produttivi o immissione in reti di teleriscaldamento e teleraffreddamento.

Scaldacqua a pompa

Sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore.

Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con sistemi ibridi a pompa di calore.

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